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da: Vittorio Spreti nell'Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana - Famiglie
nobili titolate e viventi riconosciute Dal R.Governo Italiano. Vol. IV - MCMXXXI
ANNO IX a pag. 412 si rileva: Marsciano (DI). | Arma:
interzato in fascia: nel 1° d'oro all'aquila di nero rostrata di rosso e coronata
nel campo; nel secondo d'argento a tre ghirlande d'alloro al naturale in fascia:
nel terzo di rosso a tre gigli d'oro 2 e 1. Cimiero - Un cavallo nascente, dimora
- Orvieto e Roma. L'antichissima stirpe dei Conti di Marsciano, signori di
gran parte dell'Umbria con prerogative sovrane, ricevette nel 1338 l'imperatore
Lodovico il Bavaro nel suo castello di Poggio Aquilone. L'abate Ughelli nel
1667 ne pubblicava la storia mettendone in rilievo i pregi. Fra i molti documenti
da lui pubblicati sulle antiche investiture imperiali e pontificie notiamo il
breve di Leone X del 10 gennaio 1518 col quale le conferma tutte ad Antonio di
Marsciano dandogli piena giurisdizione sulle terre di Castel Parrano, Castel Migliano,
Poggio Aquilone, Montegiove, ecc. con mero e misto imperio. I Conti di Marsciano
possedettero più di 50 feudi e ad Orvieto dove avevano la sede principale,
occuparono le primarie cariche venendo iscritti agli ordini di Malta e di S. Stefano. Appartennero
a questa famiglia la B. Angelina, istitutrice delle Terziarie Francescane, la
B. Isabella, la Ven. Francesca, il conte Antonio, generale della Repubblica Veneta,
il conte Ranuccio, Duca di Gravina, condottiero generale di Federico D'Aragona
re di Napoli e Marcantonio marchese della Gorga e generale delle armi pontificie
sotto Innocenzo X. I Marsciano aggiunsero ai propri cognomi Carcano e Testa
e s'imparentarono con i Borboni, i Gonzaga, Varano e Montefeltro, Malatesta, Vitelli,
Bentivoglio, ecc. Godettero il patriziatro romano, di Napoli, di Perugia, di Orvieto,
di Verona, di Padova, di Viterbo, ecc. e diedero due conservatori a Roma, Carlo
nel 1718 e Alfonso nel 1897 canonico di S. Pietro. Aveva sposata nel 1851 donna
Caterina marchesa Longhi di Fumone dalla quale ebbe una sola figlia Isabella,
moglie di Leopoldo Frezzini conte di Lorzano, dai quali il vivente Conte Castore
di Lorzano Marsciano. L'antico stemma dei conti di Marsciano era troncato d'oro
e di rosso, nel 2° tre gigli d'oro. Per concessione imperiale aggiunsero l'aquila
nera nel 1° campo e più tardi li divisero con una fascia d'argento
caricata di tre treccie disposte a guisa di corona d'alloro, che l'Ugelli dice
vedersi in un antico camino del castello di Poggio Aquilone, ma in campo d'oro
e senza aquila e con la fascia d'argento sotto che divide i campi. La famiglia
è iscritta nell'Elenco Uff. Italiano con i titoli di Patrizio Romano (m.f.)
in persona dei discendenti di Carlo (1715) Bulgaro (1697) e Marcantonio (1661)
(Vedi Testa di Marsciano). |
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